il Lapidario - De Laurentiis

Questa pandemia è davvero una livella (come la poesia di Totò): per lei sono tutti uguali.

Anche se con alcune varianti nelle scuse che i personaggi pubblici esibiscono per spiegare come non potevano sapere, non avevano elementi, pensavano fosse altro, eccetera eccetera. L’italianissimo “a mia insaputa”, declinato in fase COVID.

Il caso De Laurentiis fa parlare e sparlare. E questo è inevitabile se ti presenti, non stando comunque benissimo, ad una riunione con più persone, senza mascherina (neanche nell’auto presa a noleggio) e poi sfoggiando quell’esternazione cafonal-chic di aver pensato ad un’indigestione di ‘ostriche’ (certo: mica di volgari cozze!).

Pure l’arcivescovo di Napoli, Cardinale Sepe, ha dovuto ammettere che a De Laurentiis vuole bene, ma era senza mascherina quando è andato a trovarlo.

Insomma, non sarà l’atteggiamento del negazionista (perché di tamponi ne aveva fatti parecchi anche prima), ma il messaggio dell’italiano che se ne frega è passato.

Proprio lui che aveva stigmatizzato (e deferito in Lega) il comportamento della Roma per il presunto mancato rispetto della normativa COVID durante la recente partita.

Effettivamente, questo COVID sembra colpire con una certa avvedutezza (pensiamo anche alla foto del sorridente duo B&B, Briatore-Berlusconi), senza rispetto delle distanze e senza (neanche a dirlo) la penalizzante mascherina.

A proposito di pena: non sarà mica che il COVID segue un po’ la legge del contrappasso?

Senza guardare a colpe e meriti, noi del Lapidario comunque formuliamo gli auguri di pronta guarigione a tutti. Che abbiano mangiato cozze o ostriche, non importa.

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui