Da ieri è possibile percorrere il nuovo ponte di Genova, frutto di quello che da subito (già solo nelle intenzioni!) è stato definito il “modello Genova”.

Ma si può mai guardare, in questo Paese, sempre e solo alle ricostruzioni e mai ai crolli? Il tirarlo su in due anni sarà anche un bel risultato, ma dovrebbe essere la normalità, e non certo preceduta da un crollo che si porta dietro morti e indagini.

Peraltro, anche quando fu varato nel lontano 1964 il precedente ponte fu considerato un ‘modello’; per poi essere abbandonato a se stesso e attendere che un altro ‘modello’ venisse issato sulle sue rovine.

E cosa rimane del “modello 1964”? Una bellissima copertina, l’orgoglio e la speranza. Non sono forse le stesse cose che abbiamo oggi, dopo il “modello 2020”?

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