La paternità del cannocchiale, precursore del telescopio, comunemente attribuita a Galileo Galilei, è in realtà ancora oggi molto dibattuta tra gli esperti.

Si dice di solito che Galileo Galilei inventò il cannocchiale. In realtà, i primi cannocchiali comparvero in Olanda nei primi anni del Seicento ed erano formati da un piccolo tubo di ottone o di piombo: a un’estremità del tubo era inserita una lente convergente, come quella degli occhiali da presbite. Questa lente era rivolta verso l’oggetto da guardare ed era perciò detta lente oggettiva o obiettiva. All’altra estremità era invece inserita una lente divergente, quella degli occhiali da miope. Questa seconda lente doveva essere messa davanti all’occhio. Era perciò detta lente per l’occhio o oculare.

Le prime raffigurazioni di questo strumento appaiono, del resto, nei quadri di un pittore fiammingo: Jan Brueghel il Vecchio (1568-1625). E i primi brevetti registrati di cannocchiale sono olandesi e datati 1608.

Nel 1609 Galileo combinò lenti più potenti fino a costruire un cannocchiale da 30 ingrandimenti. Con questo strumento vide i monti e le valli della Luna, scoprì i quattro satelliti di Giove, l’esistenza di molte stelle invisibili a occhio nudo, e che Venere mostrava fasi simili a quelle lunari.

Nasceva l’astronomia moderna. Su brevetto olandese.

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