Lo sostengo da sempre: una pizza aiuta a vivere meglio. È un bene necessario, quasi vitale.

Ce lo dimostra la recente vicenda del povero Emilio Fede, quasi novantenne agli arresti domiciliari che, per motivi di salute casualmente coincidenti con il suo compleanno, abbandona il domicilio milanese per recarsi a Napoli e concludere la giornata con una pizza sul lungomare Caracciolo.

Il GIP di Napoli si è dichiarato incompetente a valutare la situazione ed il reato, perché l’evasione è stata tecnicamente realizzata a Segrate e dunque competente sarà il Tribunale di Milano. Però ha voluto comunque sottolineare che in Emilio Fede c’era “l’erronea convinzione di potersi recare senza autorizzazione in altri luoghi per ragioni di cura e nell’occasione far visita alla moglie e con essa festeggiare il suo compleanno”.

Finalmente una bella interpretazione elastica dei soliti rigidi principi! E, soprattutto, l’elevazione della pizza a fondamentale strumento di recupero sanitario e sociale.

Tu chiamale se vuoi, evasioni.

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