L’immagine in copertina è quella di una pubblicità del 1982. Il “web” è ancora molto lontano, ma Compuserve propone agli americani di collegare i loro pc in rete, grazie al telefono, a “soli” 5 dollari l’ora. E per farlo annuncia un futuro fatto di email, shopping online, lettura delle news in tempo reale e partite di bridge con gli sconosciuti…

Molto prima che il World Wide Web venisse concepito, alcune funzioni essenziali erogabili da una rete di computer erano già pienamente operative: e-mail, time sharing commerciale (una sorta di cloud computing ante litteram), scambio file, forum di discussione, finanche la messaggistica istantanea.

Tutte queste funzioni venivano erogate al pubblico da aziende di medio/grande dimensione, il cui core asset era per l’appunto una rete proprietaria. Una rete che, tramite software e protocolli sviluppati ad hoc, rappresentava a tutti gli effetti un microcosmo. Gli “abitanti” di ciascun microcosmo erano in relazione fra loro ma chiusi alla possibilità di interagire con utenti di altre reti.

Centinaia di migliaia di utenti americani, già negli anni ’80, assieme al quotidiano e al canone per la TV via cavo, pagavano un abbonamento a Compuserve o The Sourceper accedere a tutti questi servizi online, oltre a sobbarcarsi i costi a tempo per la connessione dial-up.

In una prospettiva storica, l’arrivo del WWW, la rete delle reti in cui ogni “microcosmo” poteva confluire interconnettendosi, rappresentò nei primi anni ’90 un cambio di prospettiva enorme.

Per un’azienda come Compuserve, all’epoca già un colosso con molte centinaia di migliaia di utenti, il WWW rappresentò da subito un dilemma: rimanerne fuori o confluirvi? Nel 1997 Compuserve migrò i suoi forum in HTML.

Ma da quel momento la gratuità imposta dal Web e l’enorme massa di utenti che cominciarono ad utilizzarlo, scrissero la parola fine in calce a molti bilanci di società nate con lo scopo di proporre contenuti e sistemi a pagamento.

Del cambiamento di scenario imposto dal Web, il declino di Compuserve e simili è dunque un simbolo. Il simbolo della fine dell’epoca in cui i contenuti rappresentavano un costo distinto rispetto alla connettività. Un passaggio epocale al “tutto gratis” ma anche indistinto e non sempre di qualità (neanche in termini di sicurezza), con una strada tutta in salita per chi produce contenuti.

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