Addio alla respirazione bocca-a-bocca. Sono le nuove regole indicate da una circolare del Ministero della Salute.

Nel caso di emergenza (ostruzione delle vie aeree, arresto cardiaco o annegamento), anzitutto mascherina o telo sul volto della persona da rianimare e poi via col massaggio cardiaco, ma niente respirazione bocca-a-bocca. Con i bambini però si potrà continuare a praticarlo (perché pare che la ventilazione sia imprescindibile, per loro).

C’è di più: il soccorritore occasionale (definito “laico”, ovvero non professionista – che viceversa forse “crede” nel soccorso…) deve “verificare lo stato di incoscienza e la presenza di respiro senza avvicinarsi al volto della vittima”.

Infine: se si deve soccorrere una vittima da annegamento in mare, l’operazione di salvataggio va condotta “indossando maschera e boccaglio per minimizzare la trasmissione di secrezioni respiratorie”.

Vedrete però che, mentre valutiamo da lontano se ancora respira, o cerchiamo maschera e boccaglio, le secrezioni molto probabilmente non ci saranno più.

p.s. per dettagli sulla foto di copertina (che vinse il Premio Pulitzer nel 1968), potete cliccare qui, senza indossare protezioni.

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