È stato lungo e faticoso. All’inizio neanche lo credevo possibile.

Tutto nasce da un incubo ricorrente, da un nome che mi compariva costantemente, in ogni ricerca sul web. Per non parlare di Instagram e Facebook.

Giulia De Lellis. Giulia De Lellis. Giulia De Lellis. E io a chiedermi continuamente: chi è? perché se ne parla in questo modo? cosa avrà fatto?

Quand’è così, cosa si fa subito? si va all’origine della cultura di questi anni: si cerca su Wikipedia. Magari si tratta di un personaggio politico, di una sesta stella, di un’epidemiologa – ho pensato. Se nella vita ha fatto qualcosa di importante, è sicuramente su Wikipedia, mi sono anche detto.

E ho avuto ragione: l’ho trovata proprio su Wikipedia. E ho potuto finalmente apprendere tutto su di lei, e anche sapere che ha scritto un libro (“Le corna stanno bene su tutto”) con una piccola casa editrice (Mondadori) ed è riuscita a vendere oltre 100.000 copie solo nel 2019. Più di me!

Poi, però, mi accorgo che sul Dizionario Biografico Treccani di lei non c’è traccia. Lo trovo assurdo: De Lellis ha 142 risultati su Google ma non una parola sul Dizionario. Eppure ci trovi De Lellis (Biagio), un modesto architetto del primo settecento napoletano; De Lellis (Camillo), un modesto santo abruzzese; De Lellis (Teodoro), un modesto diplomatico e vescovo del XV secolo. Ma non una parola su De Lellis (Giulia), e tanto meno su Damante (Andrea).

Ma conto sugli aggiornamenti Treccani.

L’importante è comunque conoscere. Ora io so.

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