Diciamo subito che le critiche piombate addosso al superconsulente Colao e ai supercommissari della sua supercommissione incaricata dal superpresidente Conte sono forse eccessive e anche ingiuste, frutto di un preannunciato superpregiudizio.

Sì, perché affidare a qualcuno fuori dal Governo le cose che normalmente fa un Governo, è discutibile. È pur vero che le “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022” sono solo le indicazioni di un “Comitato di esperti in materia economica e sociale” e che le decisioni politiche vere e proprie saranno prese (così pare) nei posti giusti, ma è altrettanto vero che vi sono (ancora) strutture e commissioni di studio, sia in sede parlamentare che ministeriale, con abbondanza di consulenti e annessa pletora di subconsulenti. E qualcuno di loro potrebbe essere indubbiamente capace, la statistica è dalla loro parte.

Nel merito, nelle 102 schede presentate dal gruppo di Colao (il documento integrale è possibile leggerlo qui) c’è sicuramente qualche idea buona e realizzabile. Ma la politica preme perché tutti non vadano oltre la copertina e il disegnino dei 6 macro-settori riportati anche a colori nella seconda pagina del documento.

Del resto si tratta di un vizio di molti, non solo in Italia: leggere i titoli e commentare. Farsi una propria idea è giusto, si dirà. Ma in questi casi si rischia di sfruttare troppo la fantasia.

E allora la politica ne approfitta, perché teme una sola cosa: che i tecnici possano prendere il sopravvento, indicando strade e scelte che solo la politica dovrebbe indicare e fare.

La sensazione però è quella di vedere arrivare un ritardatario che si lamenta.

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